[07/06/2018]La triste vita dei canali del sodio

Una molecola alla volta: indoxacarb è stato registrato in Italia nel 2000 e ha rappresentato una svolta nella lotta ai lepidotteri delle colture frutticole, orticole e della vite

Sono chiamati "canali del sodio", ma nulla c'entrano con la televisione, né tanto meno con le acque che eliminano l'acqua. Sono al contrario quell'insieme di canali, appunto, che permettono ai nervi degli insetti di ritornare allo stadio di quiete dopo uno stimolo.
Se tale ritorno alla quiete non si verifica, l'insetto va in cortocircuito nervoso e muore.

Su tali canali agiscono per esempio i piretroidi, i quali li tengono per così dire "aperti". Ma vi è un'altra sostanza attiva, di altra famiglia chimica, che ottiene un risultato analogo agendo all'opposto, ovvero chiudendoli. Il suo nome è indoxacarb e appartiene alla famiglia chimica delle ossadiazine e per il suo modo di azione è stato inserito dall'Irac nel gruppo 2A delle proprie liste.
 

Tossicologia

Dal punto di vista tossicologico indoxacarb mostra un profilo favorevole, presentando una modesta tossicità acuta, con una maggiore sensibilità a carico delle femmine di ratto rispetto ai maschi. La LD50 su ratti è infatti pari a 1.730 mg/kg nei maschi e 268 mg/kg nelle femmine. Una differenza che però si mitiga molto quando si parli di NOEL, ovvero la No effect level. In tal caso, i valori sono pari a 3,1 mg/kg/giorno nei maschi e 2,1 mg/kg/giorno nelle femmine. Per gli altri aspetti tossicologici, indoxacarb risulta non cancerogeno, non mutageno e non teratogeno.
 

Ambiente

Con un LogKow di 4,65 la molecola si presenta a forte lipofilia e, per analoghi motivi, mostra una forte predisposizione a legarsi alla sostanza organica del terreno. Ciò lo rende praticamente indilavabile dalle piogge, qualificandosi in tal modo fra i prodotti più sicuri anche per la matrice acquatica.

Poco tossico sugli uccelli, con una LD50 su quaglia di 808 mg/kg di alimento, verso le api indoxacarb mostra un diverso comportamento a seconda gli impollinatori vengano in contatto con il prodotto oppure lo ingeriscano. Mentre si osserva nel primo caso una certa tossicità, per ingestione la molecola si mostra praticamente non tossica.
 

Spettro d'azione

I target chiave di indoxacarb sono i lepidotteri che attaccano le colture frutticole, orticole e la vite, senza dimenticare la piralide del mais.
In sostanza, risulta attivo su tortricidi ricamatori delle frutticole, tignole della vite, nottue e altri lepidotteri delle colture orticole, incluse le cavolaie, estremamente sensibili alla sostanza attiva.

Essendo dotato di attività ovo-larvicida, indoxacarb va posizionato agli inizi delle infestazioni, intervenendo al massimo al momento della schiusura delle uova. La sua efficacia rischia infatti di calare se applicato tardivamente sui lepidotteri carpofagi, data la scarsa esposizione di questi insetti al prodotto, restando comunque alta nei confronti dei "masticatori", come appunto nottue, tortricidi e cavolaie.
 

Formulati

Al momento in banca dati Fitogest.com risultano due differenti formulati disponibili, entrambi a nome FMC, ovvero Steward e Avaunt EC.
Il primo è formulato come granuli idrodispersibili al 30% di sostanza attiva, mentre il secondo è un concentrato emulsionabile contenente 150 grammi per litro di indoxacarb.
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